Estratto del racconto incontro nella metropolitana

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Ernesto G. Ammerata‘s insight:

Estratto del racconto Incontro nella metropolitana, tratto dal libro L’apparenza inganna

 

Incontro nella metropolitana

 

Ogni mattina John  si alzava per andare al lavoro. Dopo aver fatto colazione con la  bella moglie bionda e averla baciata prima di uscire, era solito recarsi alla stazione della metropolitana per prendere il mezzo che lo portava a destinazione.

Quella mattina però era in ritardo, si era svegliato troppo tardi e si sentiva molto stanco. La notte era stata movimentata, c’erano stati i doveri coniugali da espletare e quella notte la sua bella moglie bionda li aveva prestesi.

Alzatosi da tavola e presa la borsa da lavoro, mentre stava per uscire di casa, la moglie gli urlò:

–  Tesoro, te ne vai senza salutarmi? Non mi dai neppure un bacio?

 John, senza neppure voltarsi indietro, le disse:

– Scusami, amore, ma sono in ritardo, non ne hai già avuti abbastanza stanotte? Dai, mi farò perdonare al mio ritorno. 

Dopo essersi congedato, si mise in cammino frettolosamente in direzione della stazione della metropolitana. Giunto sul posto, non ebbe il tempo di sedersi per riposarsi che il treno arrivò e lui dovette salire.

Quella mattina la vettura, che peraltro si presentava abbastanza vecchiotta, non era particolarmente affollata sia perché la gente aveva preso il treno precedente,  in orario decente per ogni lavoratore, sia perché nel mese di agosto la città era quasi deserta. Era una fortuna che non ci fosse calca, perché ad agosto, senza i condizionatori  funzionanti in metropolitana, viaggiare non era affatto piacevole.

Salito sul treno, si guardò intorno e si sedette in uno dei sedili vicino alla porta.

Una ragazza con uno zaino, forse una studentessa, stava nel sedile di fronte, altre tre persone, di cui due in giacca e cravatta, forse manager di  qualche azienda, si trovavano poco più avanti, un vecchio signore leggeva il giornale stando in piedi, una signora con un bambino era seduta nei sedili in fondo.

Improvvisamente una vecchietta salì poco prima che la metropolitana partisse, si avvicinò a John e si mise a fissarlo.

Egli, imbarazzato e  infastidito, chiese:

– Signora, vuole sedersi al mio posto?

–  Giovanotto, mi siederò accanto a te, se non ti reco troppo disturbo.

– No, signora, si figuri, nessun disturbo – replicò sospirando.

– Giovanotto, così giovane e già stanco?

– Eh, la vita di oggi è frenetica e faticosa, si va sempre di fretta.

La vecchietta non rispose, tirò un sospiro di sollievo e, mentre lo scrutava, senza proferir parola per qualche istante, prese un fazzoletto e si asciugò le lacrime che le stavano per fuoriuscire dagli occhi.

Poi diede fiato alla bocca e disse:

– Oggigiorno voi giovani non capite l’importanza del tempo. Ai miei tempi si stava più attenti alle piccole cose e si apprezzavano di più le persone.  Chi amiamo non ci sarà sempre accanto.

Queste parole, seppur sagge, incominciavano a infastidire John. “Ma che vuole questa vecchietta, diceva fra sé, da quand’è salita, non fa altro che fissarmi e parlare”.

Ah! Quanto sarebbe stato meraviglioso starsene in silenzio!

Intanto la metro correva lungo i binari, come se anch’essa avesse fretta. John avrebbe dovuto aspettare alcune fermate prima di scendere e finalmente  recarsi al lavoro, potendo così liberarsi da quella fastidiosa vecchietta.

– Che cosa fai nella vita, giovanotto?

Educatamente John, anche se a malincuore, decise di rispondere a tutte le domande che da quel momento le avrebbe rivolto la vecchietta.

– Sono impiegato presso una famosa azienda della città e faccio parte del servizio di sicurezza.

– Ah, bene, quindi fino a quando sono con te, giovanotto, non avrò da temer alcun male percchè ci sarai tu a proteggermi.

– Signora, non si preoccupi, qui non c’è nessuno che le vuole fare del male, è giorno e c’è tanta gente. E poi, anche se qualche male intenzionato osasse avvicinassi a lei, dovrà vedersela con me.

– Ben detto, giovanotto, ben detto.

Dopo queste parole, la signora si guardò intorno e cominciò a osservare attentamente ogni singolo passeggero, come se negli occhi avesse uno scanner a raggi X.

– Vedi, quella ragazza è una studentessa, ogni mattina prende la metro per recarsi all’università.

– Ah, – esclamò John – l’avevo supposto.

– Sei intelligente, giovanotto.

– Sai – continuò – quella giovane ragazza, diventerà una grande dottoressa, è una ragazza molto studiosa, il suo obiettivo è quello di trovare una cura per l’halzahimer; suo padre ne è affetto e quanto prima terminerà la sua vita.

John si sorprese che, nonostante la signora dimostrasse di conoscere così bene la ragazza, non li avesse viste salutarsi e neppure rivolgersi uno sguardo.

 “Del resto, non sono affari miei” – pensò.

Poi allo stesso modo, la strana vecchietta iniziò a descrivere le virtù della signora con il bambino.

– E’ una brava madre e una brava moglie. Certo che, nonostante tutto, si mostra sempre sorridente.

John s’incuriosì e, guardandola fissamente, le chiese:

– Mi scusi, che significa “nonostante tutto”?

– Devi sapere, giovanotto, che la signora qui presente è affetta da una malattia rara e tra qualche anno non sarà in grado neppure di potersi cibare con le sue stesse mani. Lei lo sa e sta cercando di passare più tempo possibile con la sua famiglie e soprattutto con il suo bambino.

Mentre proferiva queste parole, la metro, come un lupo che con il suo ululato annuncia il suo arrivo, cominciò una lunga frenata fino ad arrestarsi alla prima fermata.

Lì scese la studentessa, ma non salì nessuno.

La metro ricominciò la sua corsa, un alito di vento fece volare il giornale del vecchio che era in piedi, poi la vecchia signora, voltandosi verso John, gli disse:

– Vedi quel signore? È anziano come me, beh, forse un po’ più giovane, ma non si può dire certo che sia nel fior degli anni.

 – Ma lei signora non è così vecchia – precisò John

– Ah ah ah – fece la vecchietta con una risata stonata –  Io non sono vecchia? Grazie giovanotto, ma le lusinghe le dovresti tenere per tua moglie.

Improvvisamente a John venne in mente il bacio che non aveva dato alla sua amata bionda e si rattristò.

La signora se ne accorse.

– Cos’hai, figliolo?

Stavolta John preferì non rispondere.

 

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