E se, invece di espandersi, l’universo stesse… ingrassando?

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La teoria di un fisico tedesco spiega l’apparente espansione dell’universo come il prodotto di un aumento delle masse subatomiche nel tempo.

E se, invece di espandersi, l’universo stesse… ingrassando?
 L’universo si espande fin da quando ha avuto origine, circa 13 miliardi di anni fa: è quel che crediamo sulla scorta delle osservazioni delle galassie che sembrano allontanarsi da noi, tanto più velocemente quanto più sono distanti. Un fatto ormai dato per scontato da oltre settant’anni, da quando la vecchia idea di un universo stazionario, immobile nel tempo, è stata affossata dagli studi di Hubble e poi dalla teoria del Big Bang. Ora un fisico teorico tedesco, Christof Wetterich, dell’Università di Heidelberg, propone un modello alternativo secondo il quale si potrebbe fare a meno dell’ipotesi dell’espansione cosmica. Il redshift, lo spostamento delle righe spettrali della luce delle galassie distanti verso il rosso, non sarebbe prodotto da un loro allontanamento, ma da un aumento della massa delle particelle…

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