L’apparenza inganna – eBook Libreria Rizzoli

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Scarica il libro eBook L’apparenza inganna di Ernesto Giuseppe Ammerata da Libreria Rizzoli in PDF o ePub, compatibile con tutti gli eBook reader in commercio.

Ernesto G. Ammerata‘s insight:

Estratto del racconto Ingiustizia tratto dal libro l’apparenza inganna

Vienna, 1825, erano ormai passati molti anni dalla caduta di Napoleone Bonaparte e la città stava tornando pian piano al suo antico splendore, il Danubio, attraversava la città, portando con sé le storie di un’Europa che provava a risollevarsi e a proiettarsi nel futuro, attendendo quella seconda  rivoluzione industriale che sarebbe arrivata da lì a alcuni anni. Le luci giallastre dei lampioni cittadini, riflettevano la loro luce, sulle acque di un Danubio addormentano, il rumore delle poche carrozze che ancora gironzolavano per le strade,  portavano con sé, nobili di ritorno dai salotti del piacere  cittadino, completando il quadro di una Vienna immersa nella tranquillità della notte. Improvvisamente, le urla provenienti da una casa sull’argine destro del Danubio, squarciarono quest’apparente tranquillità.

Un uomo, correva lungo le strade illuminate, sul suo volto il terrore, i battiti del cuore inverosimilmente accelerati, Herbert, un giovane uomo, alto, dai capelli lisci e biondi come l’oro, gli occhi azzurri come il cielo, tipico aspetto della gente dell’Europa settentrionale, correva senza ai voltarsi indietro, tra le strade di una Vienna immersa nella notte.

Erano ormai passate due ore, da quando era uscito correndo da una casa sull’argine destro del Danubio, terrorizzato e sconvolto, per ciò che vide.

La polizia, allertata dai vicini, accorse prontamente, la scena che si presentò, era raccapricciante.

La signora Brigitte, con il cranio e la cassa toracica fracassati era stesa sul letto.  Il marito, il signor Schulz con ancora in mano l’ultimo sigaro della giornata e la testa reclina sul bracciolo della poltrona di velluto, della sala da tè.

L’uomo, suppose la polizia, li aveva uccisi, con estrema violenza, accanendosi, in particolar modo sul corpo della signora Brigitte. Il Signor Schulz, ucciso probabilmente dopo la moglie, soffocato con un fular di sete, ancora intento a gustare il sigaro, che era solito fumare prima di andare a letto.

Non era cattivo Herbert, si trovava solo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Forse è bene procedere con ordine e spiegare.

Herbert, figlio unico di una coppia di avvocati, crebbe, tra codici e tribunali, fin da piccolo, infatti, la mamma, molto legata al figlio, era solito portarlo con sé alle udienze, lasciandolo nelle mani degli  uscieri di turno. Il piccolo cresceva e si fortificava nell’arte della legge, a soli otto anni, leggeva già Cicerone e apprendeva l’arte della maieutica Socratica.

I genitori, erano molto orgogliosi del loro unico figlio, vedendo la passione per le scienze umanistiche e per le cose di legge, decisero che anche lui sarebbe diventato un bravo avvocato del foro di Vienna, magari uno dei più bravi in circolazione in quegli anni, che vedevano la ritrovata libertà dell’Austria dal giogo Francese. Herbert, ormai prossimo agli studi universitari, si era innamorato di una giovane ragazza, che abitava alcune centinaia di km dalla sua città.

Franci, il nome della ragazza dai lunghi capelli scuri e dalla carnagione olivastra, gli aveva fatto perdere la testa.

L’amore, sbocciò in una sera d’estate, Herbert, con la famiglia, era solito passare le  giornate della bella stagione nella casa estiva, lontano dalla città.

L’amore dei due giovani, era sbocciato nei pressi di una panchina, che guardava una pianura sconfinata fermata solamente nei suo incedere da una catena aspra di monti.

Questo è per te, disse Franci a Herbert, porgendogli una lettera e una cartolina con disegnato un cuore.

Grazie Franci, rispose Herbert, si mise a leggere subito la lettera, certo era un po’ strano che il destinatario della missiva leggesse la medesima alla presenza del mittente, ma si sa, l’amore fa fare cose strane.

La lettera di Franci era piena d’amore e passione, Herbert ne rimase colpito e nonostante la timidezza, sollevò il capo reclino per la lettura, la guardò negli occhi, le prese le mani, e con amorevole gesto,  accostò i capelli che le coprivano  parte del volto, poi si avvicinò e la baciò.

Da quel giorno, passarono due anni e il loro amore era sempre più forte, poi un giorno, Franci chiese a Herbert se voleva che gli presentasse i suoi genitori, del resto ormai erano fidanzati ufficialmente, da quando lei aveva accettato il bellissimo solitario che lui le aveva regalato, rimaneva solo il sigillo ufficiale della presentazione in famiglia, e così fu.

Buongiorno signor Schulz, disse con voce tremante dall’emozione Herbert, buongiorno rispose con voce rauca e ferma il signor Schulz.

Così, tu saresti il fidanzato di mia figlia?

Sì, signor Schulz, mi chiamo Herbert.

Che cosa fai nella vita Herbert, disse ancora il signor Schulz con voce grave e decisa.

Studio all’università, signore, per divenire avvocato.

Ah! Esclamò il signor Schulz, un avvocato?

Franci, conoscendo l’avversione del padre per gli avvocati, tremò.

Papà, i genitori di Herbert sono avvocati, Herbert ha deciso di seguire le loro orme, nel dire questo, il padre senza proferir parola, volse le spalle e si diresse verso un antico comodino, aprì il cassetto e tirò fuori un grosso sigaro, cubano, lo accese, e sedutosi su di una poltrona, incominciò a gustarselo.

Nella stanza cadde il silenzio, nessuno osava proferir parola, quando a un tratto, il signor Schulz, rivolgendosi a Herbert, disse: giovanotto, sai che io potrei esser un giorno il giudice di qualche tua causa?

Si signore, rispose Herbert, Franci mi ha riferito che voi siete un giudice dell’alta corte.

Esatto, giovanotto, esatto, e gli avvocati mi sono antipatici, combinano solo guai e mi fanno perdere tempo.         

Vieni, disse, ancora il giudice, siediti vicino a me, poi rivolgendosi a franci, le disse, prendi qualcosa da bere per il nostro ospite.

Si papà rispose franci.

Ecco improvvisamente, con fare impacciato, arrivare la madre di Franci, la signora Brigitte

Ciao Herbert, disse la signora, Franci mi ha parlato molto di te, Herbert con un balzo si alzò in piedi e andò incontro la signora Brigitte.

Buongiorno, signora, franci mi ha parlato tanto anche di lei.

Davvero?  Rispose ella, sì, disse ancora Herbert.

Spero ti abbia parlato bene Franci, sai lei non mi vuole bene.

Nel dire queste parole, la signora volse lo sguardo verso la figlia, che scuotendo la testa e sorridendo, negava l’affermazione della madre.

Franci, portò da bere a Herbert, quando improvvisamente gridando e sghignazzando entrò nella stanza una giovane donna, bionda, bella, con un fisico atletico.

 Ciao Herbert, disse la ragazza,  Rachele, la migliore amica di Franci.

Il giovane, voltandosi verso Franci, sgranò gli occhi.

Non mi dire che Franci non ti ha parlato di me? Disse Rachele.

Herbert annuì.

Ah, non ci posso credere Franci, perché non hai detto niente al tuo ragazzo? Con sorriso beffardo aggiunse: Hai forse paura che te lo rubi?

No, Rachele, ancora non abbiamo mai avuto modo di parlare di te, la passione ci prende ogni volta che ci vediamo e i nostri discorsi sono brevi intermezzi tra un bacio e un altro.

Herbert, voltatosi verso  Franci, le diete, un’occhiataccia, non aveva proprio

 

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