Proteggere gli astronauti dalle radiazioni

Nell’Agosto del 1972 nel cuore dell’era delle missioni Apollo, un enorme brillamento solare emanò la sua energia nello spazio .Questo evento ha trasportato una grande onda energetica, formata oprattutto da particelle cariche, in particolare protoni, accompagnati da poche quantità di elettroni e elementi misti pesanti. Questa onda energetica, sarebbe stata altamente pericolosa per chiunque si fosse trovato al di fuori della bolla magnetica protettiva del nostro pianeta.

Gli astornauti dell’Apollo 16 erano tornati sulla Terra soltanto cinque mesi prima, riuscendo così a sfuggire a questo evento altamente energetico che sarebbe stato fatale per le loro vite.

Oggigiorno, nell’era dei voli spaziali e con la recente scoperta di acqua liquida su Marte, in prospettiva di una futura missione umana su Marte,gli scienziati stanno studiando le soluzioni per poter salvaguardare i possibili viaggiatori spaziali da questi eventi altamente energetici e pericolosissimi.

Le radiazioni, fondamentalmente sono semplicemente onde o particelle sub-atomiche che trasportano energia da un’entità ad un’altra, che sia questa un astronauta o un componente di una navicella spaziale. Nello spazio la più grande preoccupazione è la radiazione ionizzante. Le particelle energetiche possono essere pericolose per gli esseri umani perchè passano attraverso la pelle, depositando la loro energia nei vari organi e danneggiando le cellule di questi o addirittura il DNA.

Questi danni, possono provocare cancro nel corso della vita anche molto tempo dopo l’esposizione alle radiazioni o nel peggiore dei casi se durante la missione spaziale l’astronauta dovesse assorbire una grossa quanittà di radiazioni costituita da particelle altamente energetiche, potrebbe risentire di malattie da esposizione a radiazione acuta.

Fortunatamente per noi che abitiamo sulla Terra, questi pericoli sono evitati, poichè la nostra atmosfera è in grado di bloccare la maggior parte della radiazione che colpische continuamente il nostro pianeta.

Ritornando allle possibili future missioni su Marte, poichè un viaggio verso il pianeta rosso durerà un minimo di un anno, gli astronauti che si troveranno nello spazio interplanetario, saranno continuamente investiti da radiazioni provenienti dal sole, per questo è importante studiarne sia gli effetti sia e soprattutto i modi e i mezzi per ridurre al minimo l’esposizione degli astronauti a queste fonti di energia altamente penetranti e pericolose per l’essere umano.

La speranza è che con le nuove tecnologie e con il progredire della scienza, si potranno usare dei sistemi che possano proteggere gli astronauti dalle radiazioni e per quanto possibile ridurre ulteriormente i rischi di un viaggio su Marte, che già di per se sono enormi.

Di: Ernesto G. Ammerata

Fonte:Nasa

Tratto da: Real Martians: How to protect Astronauts from Space Radiation on Mars

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