Scoperto il varco di Annibale attraverso le Alpi

È il passo di Col de Traversette, in Francia, a circa 3000 metri di quota nei pressi del Monviso, che permise ad Annibale di attraversare le Alpi per dirigersi verso Roma a capo dell’esercito cartaginese: lo hanno scoperto i ricercatori di una collaborazione internazionale tra la Queen’s University a Belfast, nel Regno Unito, e la York University a Toronto, in Canada, risolvendo un mistero che durava da 2000 anni sull’effettivo itinerario della spedizione militare.

Come si legge in un articolo apparso sulla rivista “Archeometry” a prima firma Bill Mahaney, gli autori hanno utilizzato una combinazione di analisi di chimica ambientale e di genetica microbiologica per documentare la presenza lungo un impervio itinerario alpino di antichi resti di sterco, soprattutto di cavallo, compatibili con il passaggio dell’armata cartaginese, che contava 37 elefanti e circa 15.000 tra cavalli e muli.

Scoperto il varco di Annibale attraverso le Alpi
Annibale attraversa le Alpi, in un dipinto di Nicolas Poussin (1594-1665) (Wikimedia Commons)

Annibale, passato alla storia per essere uno dei più brillanti condottieri del mondo antico, era comandante in capo dell’armata cartaginese durante la seconda guerra punica contro Roma (218-201 BC). Come raccontano le cronache, per sorprendere i romani da nord Annibale partì dalla Spagna alla testa di 30.000 uomini, attraversò l’arco alpino dopo circa 1000 chilometri di marcia e li sconfisse in quattro battaglie: sul Ticino (218 a.C.), sul Trebbia (218 a.C.) e poi, giunto nell’Italia centrale, sul Lago Trasimeno (217 a.C.) e a Canne (217 a.C.).

La vicenda storica dello scontro tra Annibale e Roma era quindi ben delineata nei suoi eventi fondamentali, ma non si era  mai scoperto esattamente quale percorso avesse seguito l’esercito cartaginese per varcare le Alpi, tenendo conto del gran numero di fanti e cavalieri e soprattutto degli elefanti al seguito.

Nessuna prova archeologica

finora era venuta in aiuto degli storici. Circa mezzo secolo fa, tuttavia, il biologo Gavin de Beer ipotizzò che Annibale avesse utilizzato il passo del Col de Traversette, ma l’idea non incontrò il favore della comunità accademica.

Ora Mahaney e colleghi hanno scoperto una traccia di escrementi animali, per la maggior parte cavalli, a una profondità di circa un metro proprio in corrispondenza di quel passo alpino e in quantità tali da essere compatibili con il passaggio dell’esercito di Annibale.

La datazione al radiocarbonio fa risalire i reperti a circa 2186 anni fa, cioè proprio al 218 a.C., anno in cui iniziò la seconda guerra punica. Un’ulteriore conferma che si tratti effettivamente dei resti dell’armata di Annibale viene dall’analisi microbiologica: il 70 per cento circa dei microbi presenti nello sterco sono infatti del genere Clostridium, che è molto stabile nel suolo e può sopravvivere per migliaia di anni.

Sembra così smentita la ricostruzione  dello storico romano Tito Livio, che circa due secoli dopo l’evento scrisse che la discesa cartaginese in Italia avvenne dal Col du Clapier, un passo situato più a nord, alla quota di 2400 metri, e molto più agevole da attraversare.

Probabilmente, Annibale scelse invece un passaggio più impervio per sfuggire alle imboscate delle popolazioni galliche che abitavano in quelle regioni.

Fonte: Le Scienze

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...