Viaggio del futuro: Italia – Stati Uniti in un’ora

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L’incontro è stato organizzato da Roberto Vittori, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), generale di brigata dell’Aeronautica Militare e addetto per le attività spaziali presso l’Ambasciata Italiana a Washington: “L’aerospazio è destinato a un’evoluzione analoga a quella del trasporto aereo“, ha rilevato Vittori.

Dunque l’Internazionale aviazione civile Enac ed ancora l’agenzia federale degli Stati Uniti per l’aviazione ma anche l’agenzia spaziale sembrerebbero essere unità dell’idea di progettare un plesso in grado di supportare i voli suborbitali del futuro ovvero capaci di collegare, ad esempio,  Roma New York in solo un’ora e nello stesso tempo creare un vero e proprio polo del turismo spaziale del futuro.

Il Memorandum of Cooperation, figlio di un precedente accordo tra FAA ed ENAC scaduto lo scorso Marzo, è stato opportunamente rivisto ed esteso ad ASI, a dimostrazione del forte interesse nazionale per il tema in oggetto, e della volontà condivisa di dar vita ad un gruppo di esperti inter-agenzia, assieme all’Aeronautica Militare, in forza di un accordo tra ENAC e la stessa Aeronautica.

Negli Stati Uniti la “Commercial Space Transportation” rappresenta da tempo una importante transizione verso lo sfruttamento sistematico delle risorse extra-atmosferiche da parti dei privati, anche a fini commerciali; attività finora riservate quasi esclusivamente alle istituzioni pubbliche.

L’Italia potrebbe avere uno spazioporto.

Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston, ordinario di Fisica Sperimentale Dipartimento di Fisica Università di Trento, ha dichiarato alla stampa che “Come Agenzia spaziale crediamo che tali obiettivi per quanto ambiziosi siano perseguibili, in un contesto di collaborazione pubblico-privato, facendo passi in avanti sulla base di concrete pianificazioni pluriennali”.

“Il caso economico c’è” sottolinea Battiston.

Insomma Battiston è convinto che il futuro più prossimo passerà dal volo spaziale turistico e candida l’Italia ad ospitare un sito ad hoc. Questo nuovo mercato ha bisogno di zone dove poter garantire l’atterraggio dei veicoli spaziali in varie parti del mondo, spazioporti che compongano quella rete necessaria per il successo di tale mercato. “Sono caratteristiche che rendono il nostro Paese interessante per un spazioporto“, ha aggiunto ancora il presidente dell’Asi. “Il messaggio è che si potrebbe cogliere questa possibilità e noi siamo aperti come ASI a facilitare ogni forma di discussione che possa prendere questa direzione”.

Fonte:Pallonate.com

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