La doppia catastrofe dei dinosauri

Fu la vicinanza temporale di immani fenomeni vulcanici e della caduta di un grande asteroide a causare la grande estinzione di massa di 66 milioni di anni fa, che cancellò dalla Terra i dinosauri non aviari e circa tre quarti delle altre specie animali e vegetali del pianeta. Lo ha stabilito una nuova ricostruzione delle temperature oceaniche antartiche di quel lontano periodo fatta da Sierra V. Petersen e Kyger C. Lohmann dell’Università del Michigan e da  Andrea Dutton dell’Università della Florida, che firmano un articolo pubblicato su “Nature Communications”.

La doppia catastrofe che spazzò via i dinosauri
Alcune delle conchiglie fossili analizzate. (Cortesia  Sierra Petersen)

Sembrerebbe quindi che non ci siano né vinti né vincitori nella contesa che ha visto a lungo contrapposti chi attribuiva l’estinzione di massa allo sconvolgimento climatico causato dalla caduta di un asteroide – quello che ha dato origine al cratere di Chicxulub, nello Yucatan – e quanti legavano lo stesso fenomeno climatico alle massicce eruzioni vulcaniche dei trappi del Deccan, in India, una delle più vaste provincie vulcaniche di tutto il pianeta, estesa circa mezzo milione di chilometri quadrati.

Nel corso dei decenni si sono accumulati dati che hanno indicato come più verosimile ora una ora l’altra ipotesi, senza che si riuscisse a trovare una prova definitiva, anche a causa della insufficiente risoluzione temporale degli eventi climatici.

Proprio questo problema è stato superato da Petersen e colleghi grazie a una nuova sofisticata tecnologia per l’analisi chimica di diverse conchiglie fossili rinvenute a Seymour Island, in Antartide. Dalla composizione isotopica delle conchiglie è infatti possibile risalire alle condizioni dell’ambiente in cui si sono formate, e in particolare alla temperatura dell’acqua circostante.

I ricercatori sono così riusciti a tracciare un accurato

profilo temporale delle variazioni climatiche su un arco di 3,5 milioni di anni, da  65,5 da 69 milioni di anni fa.

Stando alla loro ricostruzione, le ingentissime emissioni di gas serra provocate dalle eruzioni dei trappi del Deccan provocarono un marcato effetto serra e un innalzamento molto rapido delle temperature marine di circa 7,8 °C. A questo cambiamento climatico corrispose l’estinzione di molte specie dei bivalvi che vivevano a Seymour Island, ma circa la metà riuscì a sopravvivere.

Appena 150.000 anni dopo, però, l’impatto di Chicxulub indusse un ulteriore aumento, di entità molto più modesta – 1,1 °C – ma sufficiente a completare l’opera di estinzione. In seguito, fra i 50.000 e i 250.000 anni dopo la seconda catastrofe, le temperature tornarono ai livelli precedenti, per poi ulteriormente abbassarsi – secondo quanto risulta da altri studi – in un lungo “inverno”.

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