Libertà.

Catone l’Uticense. Da classicista quale sono, con la parola “libertà” subito mi viene in mente lui. Egli viene infatti ricordato e lodato per essersi ribellato alla prese di potere da parte del suo rivale Cesare poichè decise di suicidarsi piuttosto che farsi arrestare e vivere oppresso in una società non libera come la Repubblica, che aveva sempre difeso.

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Esempio di uomo così valido che persino Dante, ubica la sua figura ai piedi del monte del Purgatorio e non nel girone dei suicidi all’Inferno. Poi penso a Saffo, Euripide, Mandela, Ghandi, Aldo Moro, Falcone, Borsellino e anche a tutti quei giornalisti che in paesi esteri vengono arrestati per aver divulgato notizie scomode. Libertà di vivere, essere, pensare, parlare, scrivere, ridere, piangere, soffrire, amare, sbagliare, costruire.

Questo valore può, inoltre, essere paragonato al mare perchè ha sempre nuovi orizzonti, non smette mai di abbattersi sugli scogli. Lui si prende la libertà di procedere, di non mollare, di continuare pur di arrivare a vincere e a trattenere quei pochi cm, a volte anche metri di spiaggia. Su questo punto anche Boudelaire si trovò d’accordo con me, ed infatti disse: “uomo libero, amerai sempre il mare! il mare è il tuo specchio, contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola”.

È significativa una frase di una canzone di Fabrizio Moro che dice “la libertà è sacra come il pane”. Ciò indica esattamente l’importanza del valore di cui stiamo parlando. Il pane è l’emblema dell’alimentazione e dunque fonte di sostentamento per l’uomo, per la religione cristiana è il simbolo di Gesù che si è fatto carne e, quindi, la sua importanza si eleva alla sfera di quel sentimento intrinseco nell’umanità fin dai tempi più antichi e che ci ha accompagnato fino ai giorni nostri quale è la ricerca del divino.

Per gli stessi motivi possiamo accostare la sacralità della libertà a quella del pane. Cioè nutrizione per l’anima e valore imprescindibile per la formazione di ognuno, come la religione. Infatti rappresenta respiro per i popoli, felicità per gli oppressi, acqua per gli assetati, dignità privata da regimi, ricchezza per i poveri.

Si pensi addirittura ad un oggetto: se viene compresso, privato della sua ragione d’essere attraverso una forza opprimente e oppressiva si rompe, diventa un non-oggetto che non riesce ad adempiere al compito per il quale è stato costruito.

Perciò impariamo a rispettarci, nonostante le differenze che ci rendono speciali; non permettiamo mai a nessuno di ingabbiarci, reprimerci e farci stare zitti; godiamoci la vita con tutti i suoi ostacoli e imprevisti, anche sbagliando senza la paura dei giudizi altrui. Così facendo nessuno avrà più il potere di toglierci il sacro-santo diritto della libertà.

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