Pompei: nuove scoperte

Porta Ercolano cantiere di scavo

27 giugno 2016


A un anno di distanza dalla scoperta nella necropoli di Porta Ercolano di una  tomba di età sannitica, i cantieri di scavo nell’area rivelano nuovi eccezionali ritrovamenti. Una ulteriore tomba a cassa in lastre di calcare del IV sec. a.C. con corredo funerario completo composto da almeno sei vasi a vernice nera, che si aggiunge alle rare testimonianze funerarie di età preromana. All’interno lo scheletro di un adulto depositato sul dorso, con corredo deposto lati del corpo, al livello delle braccia e dei piedi. Le prime osservazioni permettono di avanzare l’ipotesi che si tratti di un individuo di sesso maschile.

Scheletri Porta Ercolano 2016

Scheletri rinvenuti a Porta Ercolano.

Ma anche in ambienti di botteghe poco distanti dall’area funeraria tre monete d’oro e un pendente di collana ritrovati tra le ossa degli scheletri di alcuni fuggiaschi,  mescolate alla rinfusa dopo i saccheggi degli scavatori clandestini che dopo l’eruzione del 79 d.C. si  avventurarono nella città alla ricerca di tesori sepolti sotto la cenere. E ancora la scoperta di un forno,  probabilmente per la fabbricazione di oggetti in bronzo e di una cava utilizzata per l’estrazione di  materiale per costruzioni.

Corredo funerario Porta Ercolano 2

Uno dei vasi del corredo funerario rinvenuto a Porta Ercolano.

Sono le scoperte sorprendenti dell’ultimo cantiere di scavo della Soprintendenza Pompei con l’école française de Rome, le Centre Jean Bérard e il CNRS che stanno conducendo un progetto di ricerca nella zona della necropoli di Porta Ercolano con l’obbiettivo di studiare le trasformazioni di un’ area commerciale fuori le mura di Pompei.

La campagna ha avuto inizio il 16 maggio con lo scavo di due botteghe. Durante le attività sono, con sorpresa, emersi 4 scheletri di pompeiani intrappolati nel retrobottega al momento dell’eruzione.  La scoperta ancora più sorprendente è che le mura della bottega nella quale avevano cercato riparo era stata interessata dal passaggio di fossores, scavatori clandestini alla ricerca di oggetti preziosi e metallo. Tra le ossa degli scheletri sono stati ritrovati, sfuggiti ai saccheggiatori dell’epoca, tre monete d’oro (tre aurei datati tra il 74 e il 77/78 d.C.) e un fiore in foglia d’oro, probabilmente un pendente di collana. Gli scheletri spostati durante le ricerche degli scavatori clandestini risultano, ad una prima analisi, appartenere a individui  in giovane età, tra cui una ragazza adolescente.

Moneta d'oro

Due delle monete d’oro ritrovate durante lo scavo di Porta Ercolano.

Anche l’altra stanza a fianco è stata “visitata” da scavatori clandestini attirati probabilmente da un tubo di piombo, materiale di cui erano alla ricerca, che alimentava una fontana nel portico antistante. L’approfondimento dello scavo in questo piccolo ambiente, di cui ancora non sono state definite le funzioni nel 79, ha permesso d’identificare una struttura produttiva relativa ad una precedente fase di utilizzo della bottega. La struttura, un forno verticale al quale si accede tramite alcuni scalini (vedi foto sotto), è per ora un unicum a Pompei e può essere messo in relazione molto probabilmente con la fabbricazione di oggetti in bronzo.

Pozzo con scalini

Le prossime ricerche potranno confermare o smentire queste prime interpretazioni. Questa scoperta è di particolare rilevanza ai fini della conoscenza delle attività artigianali che si svolgevano in questi ambienti e sulle quali si continuerà a lavorare nelle prossime settimane.

L’esplorazione di una seconda bottega, più verso la porta della città, ha anch’essa rivelato una sequenza stratigrafica interessante che racconta le ultime fasi della bottega, quando l’intero edificio era in fase di restauro. Una delle stanze che apre direttamente sulla strada probabilmente era utilizzata come cava di materiale (vedi foto sotto). Al centro un pozzo circolare scavato nel terreno naturale doveva anch’esso servire per l’estrazione di materiale, anche se la singolare struttura rimane ancora per molti versi misteriosa. La particolarità di questo pozzo, infatti, del diametro di 1,75 m. sta nel fatto che esso era accessibile attraverso una scala a chiocciola, ricavata nello stesso terreno naturale. Sul fondo, uno strato di tufo friabile ha scoraggiato gli scavatori antichi che hanno deciso di abbandonare la struttura prima di riempirla nuovamente. Le ricerche continueranno nelle prossime settimane nelle botteghe vicine e nel portico antistante.

Informazioni: www.pompeiisites.org

Cava bottega Porta Ercolano

Fonte: archeologiaviva.it

 

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Giada Spano’ blog

Buonasera amici di EGA Blog, questa sera vi parlo di una nuova arrivata nella famigli di blogger di wordpress, e più precisamente vi voglio parlare di Giada Spanò che con il suo blog neonato è entrata oggi ufficialmente a fare parte di questa grande e variegata famiglia di blogger italiani e in particolare di blogger di wordpress.

Diamo il benvenuto a Giada Giadina ( come sono solito chiamarla io) e facciamogli  sentire il calore di noi tutti blogger.

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“Ciao ragazzi, sono Giada Giadina e questo è l’indirizzo del mio blog: https://giadilove.wordpress.com seguitemi in tanti vi aspetto.. un bacio”.

Allora ragazzi, cosa aspettiamo? ANDIAMO da GIADA GIADINA. 😉

 

 

Scoperto il varco di Annibale attraverso le Alpi

È il passo di Col de Traversette, in Francia, a circa 3000 metri di quota nei pressi del Monviso, che permise ad Annibale di attraversare le Alpi per dirigersi verso Roma a capo dell’esercito cartaginese: lo hanno scoperto i ricercatori di una collaborazione internazionale tra la Queen’s University a Belfast, nel Regno Unito, e la York University a Toronto, in Canada, risolvendo un mistero che durava da 2000 anni sull’effettivo itinerario della spedizione militare.

Come si legge in un articolo apparso sulla rivista “Archeometry” a prima firma Bill Mahaney, gli autori hanno utilizzato una combinazione di analisi di chimica ambientale e di genetica microbiologica per documentare la presenza lungo un impervio itinerario alpino di antichi resti di sterco, soprattutto di cavallo, compatibili con il passaggio dell’armata cartaginese, che contava 37 elefanti e circa 15.000 tra cavalli e muli.

Scoperto il varco di Annibale attraverso le Alpi
Annibale attraversa le Alpi, in un dipinto di Nicolas Poussin (1594-1665) (Wikimedia Commons)

Annibale, passato alla storia per essere uno dei più brillanti condottieri del mondo antico, era comandante in capo dell’armata cartaginese durante la seconda guerra punica contro Roma (218-201 BC). Come raccontano le cronache, per sorprendere i romani da nord Annibale partì dalla Spagna alla testa di 30.000 uomini, attraversò l’arco alpino dopo circa 1000 chilometri di marcia e li sconfisse in quattro battaglie: sul Ticino (218 a.C.), sul Trebbia (218 a.C.) e poi, giunto nell’Italia centrale, sul Lago Trasimeno (217 a.C.) e a Canne (217 a.C.).

La vicenda storica dello scontro tra Annibale e Roma era quindi ben delineata nei suoi eventi fondamentali, ma non si era  mai scoperto esattamente quale percorso avesse seguito l’esercito cartaginese per varcare le Alpi, tenendo conto del gran numero di fanti e cavalieri e soprattutto degli elefanti al seguito.

Nessuna prova archeologica

finora era venuta in aiuto degli storici. Circa mezzo secolo fa, tuttavia, il biologo Gavin de Beer ipotizzò che Annibale avesse utilizzato il passo del Col de Traversette, ma l’idea non incontrò il favore della comunità accademica.

Ora Mahaney e colleghi hanno scoperto una traccia di escrementi animali, per la maggior parte cavalli, a una profondità di circa un metro proprio in corrispondenza di quel passo alpino e in quantità tali da essere compatibili con il passaggio dell’esercito di Annibale.

La datazione al radiocarbonio fa risalire i reperti a circa 2186 anni fa, cioè proprio al 218 a.C., anno in cui iniziò la seconda guerra punica. Un’ulteriore conferma che si tratti effettivamente dei resti dell’armata di Annibale viene dall’analisi microbiologica: il 70 per cento circa dei microbi presenti nello sterco sono infatti del genere Clostridium, che è molto stabile nel suolo e può sopravvivere per migliaia di anni.

Sembra così smentita la ricostruzione  dello storico romano Tito Livio, che circa due secoli dopo l’evento scrisse che la discesa cartaginese in Italia avvenne dal Col du Clapier, un passo situato più a nord, alla quota di 2400 metri, e molto più agevole da attraversare.

Probabilmente, Annibale scelse invece un passaggio più impervio per sfuggire alle imboscate delle popolazioni galliche che abitavano in quelle regioni.

Fonte: Le Scienze

Le testimonianze sugli UFO dagli archivi segreti della CIA

Numerosi casi di avvistamenti studiati dalla Cia e tenuti segreti per decenni sono ora disponibili al pubblico e facilmente consultabili. Così ciascuno può farsi un’idea personale di alcuni eclatanti casi di avvistamenti fatti da più testimoni.

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In occasione della trasmissione della nuova serie di X-Files, anche la CIA ha pubblicato 10 X-Files veri. Si tratta di una serie di casi verificatisi in diverse parti del pianeta e raccolti dalla Central Intelligence Agency nel periodo compreso tra il 1952 e il 1953.

Questi documenti fanno parte della vasta serie resa pubblica a partire dalla fine degli anni Settanta (vedi l’elenco completo) e includono due tipi di resoconti: quelli ancora inspiegabili, che l’agente Fox Mulder avrebbe utilizzato per persuaderci dell’esistenza di un’attività extraterrestre; e quelli che hanno una spiegazione scientifica, e per questo motivo più adatti allo scetticismo dell’agente Dana Scully. Ad ogni modo, sono tutti molto interessanti e insoliti.

 

X-FILES TEDESCO. Per esempio, merita attenzione un caso di incontro ravvicinato del terzo tipo. Oscar Linke, 48 anni,  fu testimone insieme a sua figlia, dell’incontro con una “enorme padella volante”, con un diametro di circa 15 metri, adagiata in una radura della foresta tedesca. Era il 1952.

Lasciata la moto sulla quale i due stavano viaggando, si avvicinarono all’UFO dapprima fino a 45 metri di distanza, poi Oscar, lasciata la figlia a distanza di sicurezza, fino a 10 metri dall’oggetto. A quel punto riuscì a osservare la presenza di due esseri dalle sembianze umane vestiti con tute lucide e metalliche che armeggiavano e lavoravano su quella che sembrava un’astronave.

 

Il documento del racconto di un testimone tedesco autore di un incontro ravvicinato del terzo tipo. | CIA

La presenza di Linke destò in loro paura o sospetto e e così, “impauriti”, ritornarono velocemente dentro la loro navicella che ripartì verso il cielo.

UFO SOVIETICO? Sebbene molto scettico sull’avvistamento, lo stesso Linke affermò che la navicella aveva lasciato un’impronta sul terreno.

Non sapendo nulla di dischi volanti Linke affermò anche che pensava che fosse una navicella segreta costruita dai sovietici.

Solo in seguito, anche grazie a testimonianze di altre persone che videro l’oggetto salire in cielo da una cittadina vicina, pensò che quella potesse essere una macchina non terrestre.

 

Un agente della CIAsul luogo di un avvistamento | CIA

DECALOGO PER UFOLOGI. La stessa CIA ha pubblicato una serie di istruzioni molto pratiche su “Come indagare su un disco volante”. Eccole in breve:

 

  1. Stabilire un gruppo che indaghi e valuti gli avvistamenti
  2. Decidere quali sono gli obiettivi della vostra indagine
  3. Consultare gli esperti
  4. Creare un sistema per gestire i resoconti in modo da organizzare i nuovi casi che arrivano
  5. Eliminare i falsi positivi
  6. Sviluppare metodi per identificare gli aerei comuni e altri fenomeni aerei spesso scambiati per UFO
  7. Esaminare la documentazione dei testimoni
  8. Condurre esperimenti controllati
  9. Raccogliere ed esaminare reperti fisici e forensi
  10. Disincentivare le segnalazioni fasulle.

Fonte:Focus.it

 

Halloween: come truccarsi con Lady V

Buongiorno, buongiornissimo…

Oggi è una giornata di sole qui in Calabria. Dopo tanto brutto tempo ci voleva proprio.

Tuttavia è norale che ci sia stato brutto tempo siamo in autunno e quasi a Novembre, quindi ora che ci penso, si sta avvicinando la festività di TUtti i Santi e la triste ricorrenza dei morti

. Negli ultimi anni però in Italia si è imposta una ricorrenza un po più pagana, per così dire, mi riferisco all’ormai famosa festa di Halloween, che non a tutti va a genio, io la trovo simpatica anche se devo dire la verità preferisco tutt i Santi e i morti.

Oggi è una giornata di sole qui in Calabria. Dopo tanto brutto tempo ci voleva proprio.

Tuttavia è norale che ci sia stato brutto tempo siamo in autunno e quasi a Novembre, quindi ora che ci penso, si sta avvicinando la festività di TUtti i Santi e la triste ricorrenza dei morti. Negli ultimi anni però in Italia si è imposta una ricorrenza un po più pagana, per così dire, mi riferisco all’ormai famosa festa di Halloween, che non a tutti va a genio, io la trovo simpatica anche se devo dire la verità preferisco tutt i Santi e i morti.

Comunque tutto questo per introdurvi al video della mia cara amica Lady V, che ha postato un simpatico e interessante video sul suo canale youtube, che riguarda la festa di Halloween e per essere più precisi, è un video che vi spiega come truccarvi per Halloween.

Un video simpatico che ho deciso di postare e che vi consiglio di vedere affinchè possiate capire come l’arte del trucco se eseguita bene possa trasformare una bella ragazza come Ladi V in una raccapricciante creatura.

Allora, non continuo oltre a riempirvi la testa con le mie parole e vi auguro una buona visione.

di: Ernesto Ammerata